
Pubblicato l'8 giugno 1949, il celebre romanzo di Orwell compie oggi sessant'anni,
e dal giorno della sua prima apparizione non ha smesso di vendere, di stimolare riflessioni, di porsi come strumento di interpretazione del mondo attuale, nonostante abbia visto finire l'età della guerra fredda, la caduta del muro di Berlino e si appresti a superare anche l'era dei reality show.
Passano le stagioni, me resta comunque attuale.
Soprattutto nella sua naturale lettura politica: persino oggi, i recenti risultati delle consultazioni elettorali, disegnano per l'Europa un inquietante futuro dipinto di nero. E la continua evoluzione delle tecnologie materializza, nella concretezza fredda del metallo e del silicio, l'incubo del controllo che fu già raccontato da Aldous Huxley, e rinverdito da Ray Bradbury nel suo Fahrenheit 451.
Un controllo che qualcuno vuole spacciare per sicurezza.
E' interessante però la lettura che propone Tommaso Pincio in un suo articolo, notando come la descrizione che Orwell fa del Grande Fratello, richiami in modo inquietante, non solo personaggi passati tristemente alla storia (Hitler, ma anche Stalin) ma lo scrittore stesso: "Un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli"
Proprio mentre completava il suo romanzo, nel '48 (anno specularmente ribaltato in '84), Orwell compiva quarantacinque anni.
E le sue note biografiche, restituiscono una figura non priva di lati oscuri: un uomo passionale, capace di inaspettate bassezze, riservato e doppio nei rapporti personali fino al limite della mistificazione, fu responsabile anche della compilazione di una lista di giornalisti e scrittori "cripto-comunisti" ad uso del Foreign Office.

Una curiosa identificazione tra personaggio ed autore che pare voler suggerire e sottolineare quello che Orwell aveva anche scritto: la voglia di fascismo non muore mai del tutto, serpeggia dove meno te l'aspetti.
Sembra volerci ammonire sulla stessa natura umana, portatrice di un insopprimibile cuore nero, di un oscuro desiderio di potenza e prevaricazione dal quale nessuno può ritenersi immune.
(nelle foto: in alto George Orwell, in basso un'immagine tratta da "1984" di Michael Radford)