(Torna la rassegna di incredibili trailer con un titolo davvero curioso, la cui paternità è tuttora avvolta nel mistero. Secondo alcuni è stato prodotto, scritto e diretto da Bianco Manini - produttore di Quien Sabe? - per molto tempo però è stato erroneamente attribuito a Stelvio Massi. L'attore Federico Boito, d'altra parte, afferma di essere stato diretto da Alberto De Martino il quale realizzò il film con lo pseudonimo di Newman Rostel. De Martino, manco a dirlo, nega decisamente. La presenza di Romeo Ciatti in veste di montatore e "collaboratore alla regia", tutto sommato tradisce la sua natura di "film di rimontaggio": vi sono infatti molte scene, soprattutto campi lunghi, tratte da Quien sabe? e aguzzando la vista si può scorgere, di tanto in tanto, anche Klaus Kinski nel ruolo del frate rivoluzionario. Pare che Ciatti abbia girato gran parte del film, con la promessa che Manini gli avrebbe fato girare un film tutto suo. Promessa mai mantenuta... )

Partirono preti, tornarono...curati - naz.: Italia - regía: Newman Rostel (Bianco Manini) - v.c. n. 61980 del 01.03.73 - m. 2805 - ppp: 02/03/73 - c. pr.: C.I.P.D.I. Cinematografica
Trama:
I due fuorilegge, Sam e Joe, si aggirano per il Messico sconvolto dalla rivoluzione. Travestiti da preti, cercano di sfuggire alla legge e sperano di mettere a segno qualche buon colpo. Il Monco, capo rivoluzionario, li sottrae alla cattura e fingendo di credere al loro travestimento clericale se ne serve, prospettando un inesistente carico d'oro, per rubare dai forzieri del governatore una grossa somma di denaro. Joe conquista Adelita, la nipote del Monco ed una prosperosa perpetua nella casa canonica di una cittadina dove, per rimediare allo smarrimento dell'effige di San Teodosio, il vecchio Sam è portato in processione travestito da statua. Una folata di vento provvederà a ridistribuire il denaro del governatore al popolo.
Cast:
Lionel Stander, Giampiero Albertini, Giancarlo Badessi, Federico Boito, Clara Hopf, Jean Louis, Riccardo Salvino, Sergio Serafini, Alvaro Vitali, Carla Mancini
Produzione: C.I.P.D.I. Cinematografica (1974) — Soggetto e Sceneggiatura: Ofelia Minaldi — Fotografia: Carlo Carlini — Musica: Luis Bacalov — Montaggio: Romeo Ciatti — Durata: 102' — Distribuzione: ?
Critica: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
Il frusto racconto, realizzato con notevole disponibilità di mezzi, campa su idee di repertorio, farcite di vecchie battute e scherzi triviali dai toni talora grotteschi, più spesso buffoneschi. Sebbene senza compiacimenti, contiene scene e situazioni sconce, mentre si intrattiene frequentemente e pesantemente sulle risorse di un umorismo di cattivo gusto a spese di citazioni bibliche e riferimenti liturgici.
(Ricordiamo che è possibile vedere in streaming il trailer in formato divx, oppure scaricarlo sul proprio computer in formato mpeg leggibile da un qualsiasi lettore dvd. Buona visione.)
Download: Trailer - Partirono preti, tornarono...curati
[ partirono_preti_tornarono_curati.mpg 72,9 mb, 3'39" ]

Targets è un piccolo film del '68, il primo film diretto da Peter Bogdanovich. Lo vidi assieme a Sergio Leone mentre finivamo la sceneggiatura di Giù la testa. Sergio aveva deciso di produrlo soltanto, e quell'esordiente americano pareva avere personalità e “mano” giusta per dirigerlo.
Bogdanovich venne a Roma e cominciammo a fare delle riunioni abbastanza esilaranti: Leone gli raccontava la sceneggiatura scena per scena; anzi, gli dettava ogni movimento di macchina, finendo invariabilmente col descrivere con le mani a taglio sugli occhi la più classica delle sue inquadrature.
“Zoom!”, gridava cercando di entusiasmare l'interlocutore.
“I never use the zoom”, ribatteva gelido Peter, “I hate zooms”.
Bogdanovich aveva grossi problemi di denaro e il contratto con Leone sarebbe stata la salvezza, ma aveva anche delle idee molto precise e ostinate sul modo di girare un film e non mollava d'un centimetro. Finì che dopo qualche settimana Leone lo cacciò, sentenziando: “É uno stronzo”.
Giù la testa lo diresse poi Giancarlo Santi, l'aiuto di Leone. Ma fu regista per un giorno solo. Sergio aveva spiegato a Rod Steiger che lui sarebbe stato dietro Santi ogni secondo e quindi era come se il film lo dirigesse lui in persona. Steiger annuì e disse che l'indomani avrebbe mandato sul set, al suo posto, suo cugino. E che Leone non si preoccupasse perché sarebbe stato come se il film lo interpretasse lui. Fu così che Sergio Leone si decise a dirigere Giù la testa, e non credo che se ne sia pentito, alla fine.
Quanto allo “stronzo”, tornato negli Stati Uniti girò uno dopo l'altro tre splendidi film: Paper Moon, Last Picture Show e What's up, Doc?. Poi s'innamorò di una stupenda Cybill Shepherd e, con lei e per lei, infilò una serie di fiaschi.
Molti allora dissero che dietro ai suoi primi successi c'era la mano della ex moglie, Polly Platt: bruttina, sedere basso, ma uno dei migliori 'art director' del cinema americano. Potrebbe anche esserci qualcosa di vero. (Sergio Donati)