www.peepingtom.it - le strade perdute del cinema
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mercoledì, 31 dicembre 2008

Cari amici scopofili, bentornati al nostro appuntamento con l'enigma. Come al solito il Caso, oggi più beffardo e bizzarro che mai, disseminerà davanti ai vostri occhi svariate tracce, apparentemente prive di  senso logico, eppure tutte riconducenti al titolo del film misterioso. Non vi inganni il clima natalizio: il vostro anfitrione, oggi, non è più buono del solito. Spero che i vostri sensi e il già pigro intelletto non siano stati annebbiati da volgari banchetti e libagioni. Buon divertimento.

pubblicato da losteyeways alle 15:06
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categorie: cinebloggers, trivia quiz


martedì, 30 dicembre 2008

(Per celebrare degnamente il primo anno di Peeping Tom, è d'obbligo spendere due parole su quel gioiello dimenticato che è il film omonimo di Michael Powell, origine e complice di tanta passione cinefila.)

Incredibile, ma vero: quello che oggi assurge quasi a simbolo della categoria dei cult-movies, pellicola tra le più studiate ed analizzate, nel 1960 segnò irrimediabilmente la carriera di Michael Powell, decretandone il declino.
"Peeping Tom", alla sua uscita, sollevò unanimi cori di indignazione. Le critiche furono violentissime tanto da arrivare al dileggio del film e del suo autore.
Così scrisse Derek Hill sul Tribune :
"The only really satisfactory way to dispose of Peeping Tom would be to shovel it up and flush it swittly down the nearest sewer. Even then, the stench would remain"
Questa è la sorte nella quale, spesso, incappano opere coraggiose, innovative e complesse.
Buona parte del merito è da attribuire allo sceneggiatore Leo Marks.  Libraio londinese, certamente toccato dalle sottigliezze crittografiche de "Lo scarabeo d'oro" di Poe, a ventidue anni era già a capo della Special Operation Executive, organo di intelligence voluto da Churchill durante la seconda guerra mondiale. Ma nel suo bagaglio culturale, troviamo anche una cocente passione per la psicoanalisi, nata allorchè conobbe personalmente Sigmund Freud, occasionale avventore della libreria di famiglia.
Il soggetto di "Peeping Tom" ha origine quindi da questi due "semi" curiosamente affini: crittografia e psicoanalisi. Il testo si configura subito come un codice cifrato, polisemico e stratificato, che trova  in Powell l'ideale strumento di traduzione in immagini.
E' avvincente la sfida che si para dinanzi allo spettatore: decifrare l'intricato sistema di segni e codici, ognuno dei quali si fa nuova chiave di lettura, di decrittazione.

In Peeping Tom nulla è casuale e lo spazio scenico assume una precisa valenza simbolica.
L'enorme finestra che si affaccia nella living room della grande casa vittoriana, e dalla quale il protagonista ama spiare gli inquilini, nella sua struttura quadripartita non fa che riprendere quella del mirino della macchina da presa, anch'esso quadripartito.
Si pensi alla camera oscura, bizzarra wunderkammer di Mark Lewis, il vero fulcro attorno al quale ruota tutta la vicenda.
Essa si configura come proiezione del suo universo psichico, buia e labirintica, accumulo di ricordo e rimosso, spazio vasto eppure opprimente, mondo separato, totalmente altro, scrigno della sua identità segreta. Ma anche rifugio sicuro: il lieve gocciolare d'acqua in bacinelle per lo sviluppo della pellicola, e i toni soffusi della luce rossa, configurano il luogo come ventre caldo-umido, rinviando al mito ancestrale della caverna, al livello di regressione intra-uterina.
E' il luogo d'origine. Ventre materno, focolare domestico testimone della genesi della psiche, dei traumi che la impressionano indelebilmente.
Ma è al tempo stesso luogo della fine. Insieme utero e loculo, mangiatoia e sepolcro. Unico spazio nel quale i traumi trovano la loro catarsi. 
Al suo interno, la quotidiana proiezione dei film di Mark Lewis è accompagnata, invariabilmente, dal commento sonoro del solo pianoforte, esattamente come i film muti agli albori del cinematografo.
Ecco allora che la camera oscura diventa il punto d'origine (e di fine) del cinema stesso, dove si consuma il necessario rito catartico nel gesto finale del filmare/uccidere.

pubblicato da losteyeways alle 16:07
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categorie: film, cinebloggers, storie del cinema


(In occasione del primo compleanno di Peeping Tom, riceviamo e pubblichiamo un affettuoso omaggio firmato dal caro amico Conte Nebbia, il quale ci dona un piccolo esperimento letterario, trasformando in forma "hard boiled" l'incipit di quella perla nascosta che è "Daughter of Horror" (John Parker, 1955). Un omaggio a Peeping Tom, certo, ma anche un invito a riscoprire questa pellicola.)

Tu, tu là fuori, sai cos’è l’orrore?

E’ l’ora dei lupi.
E’ l’ora in cui tutto si ricopre di pece e le cicale cantano il loro monotono sabba.
Le strade tacciono, il cuore del mondo sembra essersi fermato.
L’insegna di un albergo sfrigola e sussulta, lanciando lampi sfiatati.
Tutte le finestre son spente, orbite nere, come a celare i sogni che vi gorgogliano dentro.

Una luce improvvisa spezza la notte.
Il caldo vento della California agita le tendine della finestra svelando una donna a letto.
Ansima, gli occhi sbarrati, le mani stringono al petto le ginocchia.
Una patina di sudore rende la sua pelle fosforescente alla fredda luce del neon.

Per l’orrore esiste un posto dove l’amore e la speranza son stati messi al bando.
L’inquieto, pulsante mondo della pazzia, dove solo gli incubi sono reali.

La donna si veste in fretta.
Mille pensieri attraversano i suoi occhi di vetro.
Apre un cassetto.
Vuoto, a parte un coltello a serramanico che la donna afferra avida nascondendolo fra le pieghe del cappotto. 
Gli occhi da falco impagliato fissano la parete scrostata.
Attraversano quelle mura e si precipitano nel buio. Là, fuori.
La donna apre la porta e prende una rampa di scale.
Altre porte, altri incubi.
Un poliziotto incastonato nella penombra di un pianerottolo sta interrogando una ragazza con un occhio tumefatto.
Il poliziotto ha l’aria di non veder l’ora d’andarsene e la ragazza fuma una sigaretta come fosse l’ultima prima del plotone d’esecuzione.
Raggiungere l’androne e perdersi nella notte, questo l’unico pensiero della donna.

Sì, sono qui. Sono il demone che possiede la tua anima. Ho tante cose da mostrarti. E molte di queste non ti piaceranno, lo so.

La strada è deserta, tatuata d’ombre.
La donna avanza, affretta il passo, sembra rimpiccolirsi dinanzi ad un orizzonte nebuloso ed incerto.
Piazze silenti, marmi in odor di morgue, portici come caverne, tutto passa, scompare al ritmo sincopato delle sue scarpette da quattro soldi.
Un ombra che cammina avanza a passi incerti verso la donna.
Un grido le nasce in gola e poi muore subito: non si tratta che di un ridicolo nano, un ometto buffo che vorrebbe venderle il giornale, ancora fresco di stampa…
La donna quasi sorride, una piaga su quel volto di cera, niente di più.
Passa qualche centesimo al nano che le porge  una copia del giornale.
“MISTERIOSO OMICIDIO” è il titolo che troneggia nerissimo sulla prima pagina.
La donna questa volta sorride sul serio e, con fare sprezzante, butta il quotidiano a terra e riprende la propria falcata verso il nulla.
Un improvvisa folata sembra dar vita a quel mazzo di fogli  che cade al suolo e si sfalda, si accartoccia e rotola, rotola come le erbacce del deserto.
La prima pagina, con una danza grottesca raggiunge la donna e si attorciglia quasi ad una delle sue gambe.
Un taglio di luce, implacabile come un rasoio, illumina ancora quei caratteri cubitali che ora sembrano incisi nelle sue carni:  “MISTERIOSO OMICIDIO”

(to be continued)

(courtesy of Conte Nebbia - Il Teatro dei Vampiri)

pubblicato da losteyeways alle 12:11
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categorie: film, cinebloggers


Cari amici e lettori, mi sia concesso oggi il vezzo di festeggiare il primo compleanno di questo piccolo (cine)blog. Peeping Tom è nato per divertimento, un gioco è rimasto fino ad oggi e tale rimarrà (spero) per sempre. Senza alcuna velleità di scrittura o di critica: un semplice quaderno di appunti, un intimo luogo d'incontro, di semplici gioie e passioni cinefile da condividere con chiunque passi di qui. Se vogliamo, una segreta via di fuga dalle cure quotidiane (il lavoro, la famiglia), una seconda valvola di sfogo, alternativa e complementare alla prima: il cinema. Un caro saluto ed un affettuoso ringraziamento a tutti voi che ogni giorno partecipate alla vita di Peeping Tom. Vi abbraccio.

pubblicato da losteyeways alle 00:27
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categorie: eventi, cinebloggers


venerdì, 26 dicembre 2008

Peeping Tom augura a tutti i suoi amici e lettori di trascorrere serenamente queste feste, tra un buon film, una fetta di panettone ed un bicchierino di porto. Il vostro amico guardone non va in vacanza, anzi vi aspetta nei prossimi giorni per il round natalizio dei Cinebloggers Trivia Awards e per festeggiare un piccolo, lieto, evento: Peeping Tom compie un anno. Auguri a tutti !

pubblicato da losteyeways alle 00:26
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categorie: cinebloggers